Gruppo di hackers Anonymous ‘sventato attacco Isis contro Italia’

ANONYMOUS: ‘SVENTATO ATTACCO ISIS CONTRO ITALIA’ – Dopo gli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi, il gruppo Anonymous si è impegnato a dare la caccia online ai jihadisti per bloccare i loro piani, il tutto è stato confermato da un video su Youtube. Il gruppo di attivisti ha pubblicato e aggiornato un elenco di account Twitter che sostengono la propaganda dei jihadisti: una lista che contiene già più di 5.500 utenti.

ANONYMOUS: ‘IN QUESTO MESE ABBIAMO LAVORATO IN SILENZIO’ – Il gruppo di hackers Anonymous sostiene di aver sventato un attacco dello Stato islamico in Italia nel periodo immediatamente successivo alle stragi di Parigi. A scriverlo è il quotidiano Daily Mail che riporta un annuncio degli attivisti di Anonymous sul loro account “Operation Paris Twitter“: “In questo mese abbiamo lavorato in silenzio. Abbiamo già sventato un attacco dell’Isis contro l’Italia e speriamo di bloccarne altri”. L’operazione contro affiliati dell’Isis in Italia, hanno assicurato, è ancora in corso e verrà rivelata in dettaglio in un prossimo video. A quanto si apprende, due jihadisti sono stati “intercettati” da un attivista francese mentre parlavano della pianificazione dell’attacco.

ANONYMOUS: ‘A NOI NON IMPORTA DELLA GLORIA’ – Secondo quanto riportato da “Il fatto quotidiano”, alla domanda su perché non collaborino con le forze dell’ordine, hacktivista risponde così: “A noi non importa della gloria, vogliamo solo che le persone non vengano ammazzate. L’Islam non è colpevole di questi attentati, bensì le singole persone. Noi siamo benissimo in grado di tutelare le nazioni con le nostre azioni di Osint (Open Source Intelligence, ndr). Se scopriremo terroristi sui relativi suoli allora avviseremo le forze dell’ordine, ma se vogliono il primato per vantarsi di un servizio che loro non sono in grado di fare come lo spionaggio per la sicurezza pubblica, possono pure stare a guardare e imparare come si lavora per il bene comune”. Intanto, Anonymous ha anche lanciato una sorta di chiamata alle armi per tutti coloro che vogliano entrare a far parte della legione di hacktivisti, con due diverse operazioni: #opNewBlood e #OpPaperStorm.

Renzi e la (e)lezione francese: “Non c’entra il Bataclan, ma questioni economiche”. Europa cambi

“L’Ue può esplodere ma non sulle questioni economiche”. Così il premier Matteo Renzi alla conferenza stampa di fine anno ha voluto affrontare un tema delicato e che solleva polemiche e dibattito a livello di opinione pubblica.

Per Renzi, “è una mia opinione” avverte, “se l’Ue crolla, non crolla per le tensioni economiche ma perché perde idea di cos’è, il senso di identità e i valori”. Sul trionfo della destra populista in Francia, Renzi ha osservato che “le elezioni in Francia sono andate così non per il Bataclan ma per le questioni economiche”.

Quindi? Il problema da affrontare è che “Le Pen sarebbe stato il primo partito anche a fine ottobre e questo perché c’è una stretta correlazione tra forze

populiste e demagogiche e la mancanza di crescita economica”. Merkel e poteri economici sono avvertiti: “L’Europa cresce meno di quello che pensava perché ha scelto una politica economica sbagliata, ed io questa opinione l’ho detta in Consiglio Ue”, ha sottolineato Renzi, aggiungendo che “vorremmo una linea politica orientata il più possibile alla crescita e non l’austerità e questo è stato terreno di scontro al Consiglio Ue e io ho detto che nessun paese ha fatto da donatore di sangue agli altri”.

 
Ue avvertita mezza salvata? Per il premier italiano sono crescita economica e occupazione, innovazione e semplificazione legislativa, che servono alla creazione di un’Europa dei cittadini con il coinvolgimento della società. Queste devono essere e sono alcune delle priorità dei Paesi Bassi per il semestre di turno di presidenza del Consiglio dell’Unione europea, che si apre il prossimo primo gennaio. Priorità almeno sulla carta, perché, come ormai da tradizione, l’agenda della presidenza viene stravolta dalle emergenze, vecchie e nuove, con cui l’Europa deve confrontarsi. Fra queste la minaccia del terrorismo e la crisi migratoria, ma anche il pericolo di una Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, che potrebbe decidersi già a febbraio se non verrà trovato un accordo fra le parti…

Enac, verifica su disservizi volo Vueling

TOSCANA – 29/12/2015 – Il volo è del 27 dicembre scorso in partenza dall’aeroporto di Firenze e diretto a Palermo, che è stato spostato, a causa delle avverse condizioni meteo,

– Il presidente dell’Enac Vito Riggio ha chiesto una verifica urgente sui disservizi della compagnia Vueling su un volo del 27 dicembre scorso in partenza dall’aeroporto di Firenze e diretto a Palermo, che è stato spostato, a causa delle avverse condizioni meteo, sullo scalo di Bologna, ma la cui partenza è stata ritardata fino alla mattina successiva. L’accertamento – dice l’Enac – è finalizzato a verificare se la compagnia Vueling abbia applicato il regolamento europeo, numero 261 del 2004, che tutela i passeggeri in caso di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa ai passeggeri coinvolti. In caso di accertamento della violazione del regolamento, l’Enac avvierà un procedimento nei confronti di Vueling che potrebbe comportare l’erogazione di sanzioni alla compagnia spagnola.

Si allenta la cappa di smog: il blocco per i mezzi inquinanti slitta a domani

La cappa di smog che da giorni gravava su Prato si è allentata e il Comune fa marcia indietro: contrariamente a quanto annunciato ieri sera, è spostato a domani mercoledì 30 dicembre il blocco al traffico per le auto più inquinanti all’interno della Ztc.
Questa mattina, martedì 29 dicembre, il sindaco Matteo Biffoni ha firmato l’ordinanza che prevede il blocco del traffico nella zona Ztc della città a partire dalle 9 alle 18 di domani mercoledì 30 dicembre e dalle 9 fino alle 18 di giovedì 31 dicembre per i veicoli euro 2 e 3. La decisione è stata presa dopo un monitoraggio delle condizioni metereologiche, in lieve miglioramento, dell’intera giornata di ieri e di questa mattina. I veicoli euro 0 e 1 non hanno il permesso di accedere in zona Ztc in orario 0/24 così come previsto dalla precedente ordinanza in vigore del Comune.
La situazione, fanno sapere dal Comune, sarà costantemente monitorata e l’ordinanza potrà subire revoche o proroghe in base ai dati delle centraline che si trovano in città. L’ordinanza prevede anche, a partire dalle 24 di oggi martedì 29 dicembre, la riduzione da 12 a 10 ore dell’accensione degli impianti di riscaldamento e la riduzione di un grado da 20 a 19 per le unità abitative e a 18 per i locali adibiti ad attività produttive; il divieto dell’accensione di fuochi ed abbruciamenti, per qualsiasi ragione, all’aperto, e il divieto dell’accensione di caminetti e impianti a pellet, salvo nei casi in cui siano l’unica fonte di riscaldamento.

Colpo Aboca: prese le farmacie comunali di Firenze per 25 milioni

Frenata in Valtiberina, ma rapida altrove. L’espansione dell’azienda biturgense Aboca non accenna a fermarsi. Archiviata la querelle-pesticidi con lo spostamento di parte della produzione in Valdichiana, la creatura di Valentino Mercati, gigante dei trattamenti da piante officinali, compra le farmacie comunali fiorentine. Ne dà notizia oggi il Corriere Fiorentino.

L’operazione sarà chiusa nei primi giorni di gennaio, quando l’azienda con sede a Sansepolcro perfezionerà l’acquisto dell’80 per cento delle azioni di Afam (partecipata del Comune) oggi detenute da Blupharma Spa. Quest’ultima, che fa capo ad un gruppo tedesco, dovrebbe ricevere da Aboca circa 25 milioni di euro.
La quota di minoranza del 20% dovrebbe rimanere nella mani del comune fiorentino. La prima farmacia comunale di Firenze è del 1952, voluta dall’allora sindaco La Pira. Venne creata acquisendo una farmacia privata. Oggi le farmacie comunali fiorentine sono diventate 21 e contano 141 dipendenti.

L’operazione di Aboca si inserisce coerentemente nel contesto dell’accorciamento della filiera che l’azienda sta intraprendendo. Aboca è già quasi del tutto autosufficiente dal punto di vista del reperimento delle materie prime, così si sta muovendo anche sul versante della distribuzione. Poco tempo fa, Mercati aveva dichiarato:

Produciamo l’80% delle piante officinali che utilizziamo. Acquistiamo poche materie prime. Abbiamo degli standard di qualità elevati che ci impongono rigidi controlli su tutta la filiera, fino alla distribuzione dei prodotti finali.
Alcuni dettagli dell’ambizioso progetto di Aboca (che si sta espandendo assumendo al ritmo di 100 persone all’anno) sono riportati anche dal Corriere Fiorentino.

E oggi, davanti ad un fatturato che nel 2015 dovrebbe chiudere attorno ai 120 milioni, i vertici di Aboca hanno deciso di accelerare sull’ulteriore sviluppo dell’azienda. Così la famiglia Mercati ha puntato sull’acquisizione diretta delle farmacie, che non si limiteranno più ad essere delle vetrine (già con ottimi risultati) dei prodotti Aboca. L’azienda, una volta perfezionato l’acquisto, gestirà direttamente anche la rete di vendita. Un piano che, secondo la strategia, sarà il primo di una serie, anche nel resto d’Italia. (…) L’obiettivo chiave resta la quotazione in Borsa. L’azienda, che coltiva oltre mille ettari (rigorosamente biologici) nella Valtiberina, è stata selezionata da tempo dalla piattaforma Elite, che scommette sulla crescita delle realtà imprenditoriali più importanti per puntare alla quotazione.